E’ Risorto!

Cari amici, Cristo è Risorto: è la notizia più bella e più grande che potevamo ricevere nella nostra vita, eppure a volte sembra non dirci più niente; la nostra fede è come raccolta in queste semplici parole, eppure, quante volte ci sentiamo inadeguati dinanzi a parole così grandi. Quante volte la realtà in cui viviamo, il nostro mondo e le nostre relazioni, ci appaiono così estranei alla “logica della resurrezione”. I vangeli ci raccontano diverse reazioni di fronte a questa grande notizia.

Marco conclude il suo Vangelo raccontandoci la reazione delle donne che nonostante abbiano visto la pietra rotolata via, il giovane in bianche vesti e la tomba vuota si fanno prendere dalla paura: “Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite” (Mc 16,8).

L’evangelista Giovanni ci racconta, oltre all’esperienza di Maria Maddalena, anche la reazione del discepolo amato che entrò nel sepolcro e “vide e credette”. La fede nel Risorto non può essere solo il frutto del nostro sforzo, non è una verità da credere quasi come un dovere, ma è una realtà da accogliere. I Vangeli ci ricordano che il Risorto ci precede, ci attende in Galilea, la nostra Galilea, e ci chiede soltanto di non mancare a questo appuntamento, ci chiede soltanto di esserci.

Se accettiamo di tornare in Galilea per incontrare il Risorto lasceremo che la luce della Resurrezione illumini tutta la nostra vita, entri nelle nostre paure, entri nei nostri desideri, nei nostri vuoti.

 

 Come si può predisporre il cuore all’incontro con il Risorto?

L’esperienza della Risurrezione porta ciascun credente alla “Lode a Dio” per aver colmato della luce della Risurrezione le tenebre dei cuori spenti di coloro che pensavano che fosse tutto finito con il sepolcro!

Così afferma S. Agostino: «Nessun dono maggiore Dio potrebbe fare agli uomini che costituire loro capo il suo Verbo, per mezzo del quale ha creato tutte le cose, e a lui unirli come membra, così che egli fosse Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, un solo Dio con il Padre, un solo uomo con gli uomini. Così, quando pregando parliamo con Dio, non per questo separiamo il Figlio dal Padre e quando il Corpo del Figlio prega non separa da sé il proprio Capo, ma è lui stesso unico salvatore del suo Corpo, il Signore nostro Gesù Cristo Figlio di Dio, che prega per noi, prega in noi ed è pregato da noi. Prega per noi come nostro sacerdote, prega in noi come nostro Capo, è pregato da noi come nostro Dio. Riconosciamo dunque in lui le nostre voci e le sue voci in noi».

In questo, dunque, sta la dignità della preghiera cristiana, che essa partecipa dell’amore del Figlio Unigenito per il Padre e di quell’orazione, che egli durante la sua vita terrena ha espresso con le sue parole e che ora, a nome e per la salvezza di tutto il genere umano, continua incessantemente in tutta la Chiesa e in tutti i suoi membri (PN n.7).

Così la Chiesa invita i suoi figli a santificare le ore del giorno attraverso la Liturgia delle ore. Vi proponiamo di assaggiare il gusto della preghiera, iniziando la giornata con le Lodi mattutine.

Gusterete pian piano com’è buono il Signore!

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